Marina Guarino, Artista, Quadri Pittura contemporanea, Figurativa, Nature Morte, Paesaggi, Ritratti, Galleria

La Natura con la sua poesia è l’elemento d’indagine sul quale si concentra maggiormente la pittura di Marina Guarino. Le sue tele diventano una fedele testimonianza del bello in Arte. Di quel tipo di arte che non ha bisogno di sciocchi concettualismi per essere apprezzata. Troviamo dunque in Guarino la riproposizione delle diverse stagioni. Opere come “Passeggiata” e “Nebbia invernale” conducono l’osservatore verso veri e propri idilli visivi in cui lasciarsi andare e immergersi nella bellezza del narrato in Arte. Un’Artista che per la grande qualità del “raccontato” merita un posto di prestigio tra i più importanti pittori del naturalismo italiano

Dott. Salvatore Russo

 

“Il mio intento è raccontare attraverso la pittura.
Se poi chi osserva l’opera vi legga la mia o la propria storia è relativo.
Importante è, per qualche istante, viaggiare con la mente”

Nata il 29/02/1964, Marina Guarino risiede a Sarcedo, nella provincia di Vicenza.
Fin dall’infanzia evidenzia un’inclinazione per l’arte ed una particolare predisposizione al disegno, ottenendo i primi consensi in alcune manifestazioni locali dedicate ai più giovani.
Indirizzata dalle circostanze verso un percorso scolastico e professionale diverso, coltiva la propria passione come autodidatta, in una costante ricerca di una via espressiva personale.
La svolta avviene nel 2005 quando conosce Cesare Vignato  ed inizia a frequentare i suoi  corsi di pittura presso l’associazione culturale “Il Segno” di Thiene: l’apprendimento delle tecniche ed il confronto con altre visioni offrono un nuovo impulso al processo di elaborazione creativa intrapreso dall’artista.

Lo sviluppo del pensiero sotto forma di pittura è una lenta evoluzione quotidiana che lascia tracce di sè in ogni lavoro: senza riguardo alcuno per il trascorrere del tempo,  Marina Guarino  disegna, dipinge, ridefinisce, accarezza, nutre di vita le proprie opere, mossa dal puro piacere dell’esercizio artistico.  
Nell’ambito della pittura figurativa le tematiche sono molteplici: i paesaggi, che nascono da inquadrature e scatti fotografici personali, vogliono essere delle “finestre” oltre le quali lo spettatore intuisce un luogo ideale per camminare solo con se stesso; la figura femminile, come Hermes,  è portatrice di intimi messaggi,  timide parole come gli sguardi che sottointendono; le nature morte raccontano della personalità e dello stato d’animo dell’invisibile persona che ha disposto gli oggetti uno accanto all’altro.

Sotto il profilo dello stile  si intuisce l’influsso delle correnti pittoriche più amate dall’autrice: dove l’artista ha utilizzato modelli reali (vedasi i paesaggi o “Ragazzina”), si percepisce la volontà di rappresentare il vero su ispirazione dei canoni classici; non è ricerca iperrealista  che  muove la sua mano bensì il desiderio di catturare la bellezza e riproporla intatta; dove l’idea di base viene elaborata dalla fantasia  (vedasi “Vaso con calle” e “Vaso con sterlizie”), si intravede il gusto decò  nella ricerca delle curve e delle forme perfette tra le infinite che si intersecano nello spazio del quadro.
Indistintamente tutta l’opera  è pervasa da  una vaga atmosfera metafisica: i paesaggi, pur cosi reali, sono i luoghi ideali della solitudine desiderata, le figure e gli oggetti galleggiano in spazi  puramente mentali; non si piange nè si ride forte ma, delicatamente,  le opere sussurranno.